Il pensiero del progetto

Musica, ascolto e relazione

Da una lunga pratica musicale con bambini piccoli a una forma artistica in cui la relazione diventa materia del concerto.

canto senza paroleascolto corporeoMusic Learning Theorypartecipazione non prescrittiva

Prima di MiniMiniature c’è stata una pratica quotidiana e continuativa della musica con i bambini. Per anni il lavoro nei nidi e nelle scuole dell’infanzia ha significato tornare negli stessi gruppi, settimana dopo settimana, portando repertori differenti, cantando soprattutto senza parole e osservando ciò che accadeva nel tempo.

Una pratica che precede lo spettacolo

La continuità degli incontri ha reso possibile vedere una musica diventare familiare attraverso l’esperienza, riconoscere modi di partecipare molto diversi fra loro e osservare quanto profondamente corpo, movimento, sguardo e voce prendano parte all’ascolto fin dai primi momenti.

Con il tempo gli interpreti hanno affinato soprattutto il modo di esserci, insieme alla scelta di cosa proporre: quanto avvicinarsi, quanto aspettare, quando ripetere e quando cambiare, come rivolgere un canto a una persona mantenendola dentro il campo del gruppo, come accogliere un’iniziativa inattesa per ciò che è.

La qualità della relazione appartiene alla forma artistica ed è una delle condizioni attraverso cui essa prende vita.

Dal sapere educativo alla composizione

MiniMiniature nasce quando questa esperienza diventa una domanda artistica. Il passaggio ha richiesto una vera operazione di composizione: scegliere, eliminare e trasformare. Alcuni canti sono rimasti senza parole, altri hanno incontrato testi e immagini; il pianoforte ha assunto un ruolo autonomo; oggetti, movimenti e trasformazioni visive sono entrati nella struttura.

Ciò che nella pratica educativa poteva svilupparsi attraverso settimane o mesi doveva trovare una propria compiutezza nel tempo limitato di un concerto. La lunga esperienza precedente rimane così sotto la superficie dello spettacolo come capacità di leggere ciò che accade, dosare presenza e distanza e custodire una struttura flessibile e riconoscibile.

La prossimità rende visibili sguardo, attesa, gesto e qualità della presenza.
La prossimità rende visibili sguardo, attesa, gesto e qualità della presenza.

Canto senza parole e ascolto corporeo

Una parte importante del repertorio è costituita da canti senza parole. La scelta mette in primo piano melodia, ritmo, timbro, articolazione, dinamica e respiro e lascia aperto il campo delle immagini e dei significati che possono emergere nell’ascolto.

In questa prospettiva l’ascolto coinvolge l’intero corpo. Voce, respiro, postura, gesto, movimento, sguardo e distanza partecipano all’esperienza. La musica accade fra corpi presenti nello stesso spazio e nello stesso tempo.

Music Learning Theory: un riferimento artistico e progettuale

Un riferimento importante è la Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, insieme all’esperienza maturata nella sua applicazione. Da questa prospettiva provengono l’importanza attribuita al canto senza parole, alla varietà del repertorio, al movimento e alla possibilità di incontrare la musica prima che venga richiesta una comprensione verbale.

Nel passaggio a MiniMiniature questi elementi vengono trasformati artisticamente. La conoscenza dei processi di apprendimento musicale agisce soprattutto come competenza progettuale: suggerisce un uso essenziale della parola, lascia tempo alla ripetizione e al riconoscimento e contribuisce a definire repertorio, tempi e modalità della relazione.

Nel progetto convivono materiali differenti, comprese musiche di Johann Sebastian Bach, Edwin E. Gordon e composizioni originali di Arnolfo Borsacchi. Questa varietà appartiene all’esperienza musicale offerta e amplia i modi in cui il pubblico può incontrare forme, caratteri e organizzazioni sonore differenti.

Molte forme di partecipazione

MiniMiniature accoglie forme di partecipazione diverse. Gli interpreti costruiscono condizioni perché qualcosa possa accadere: il bambino può ascoltare, muoversi, vocalizzare, osservare, cercare l’adulto o attraversare lo spazio. La risposta può emergere liberamente nel corso dell’esperienza.

Anche l’adulto accompagnatore può condividere l’ascolto con una presenza partecipe e disponibile. Bambino e adulto possono così abitare insieme un’esperienza estetica.

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Dossier, video e informazioni organizzative sono disponibili sul sito. Per una proposta o una verifica di fattibilità puoi contattarci direttamente.

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